In ogni caso il personaggio che vuole essere intervistato deve essere una persona nota, o importante o autorevole, deve avere qualcosa di interessante da dire, e deve essere disposta al confronto con l’intervistatore. Tanto che, dopo le prime interviste di successo, qualcuno chiede al giornalista di essere intervistato da lui. Il risultato è l’intervista di successo: una sintesi che arricchisca sia il personaggio che il giornalista. L’intervista è un patto d’onore tra due persone: da una parte chi fa le domande, dall’altra chi risponde. Nell’intervista personale, l’intervistatore deve riuscire a catturare la fiducia dell’intervistato, per cui si parte da domande semplici, che possono riguardare i luoghi in cui una persona ha vissuto, le persone che hanno contato e contano nella sua vita, le sue preferenze artistiche, i suoi gusti, il significato che attribuisce a esperienze comuni. Non bisogna dare del tu, neanche tra persone che si conoscono bene per non dare l’impressione che si tratti di una conversazione combinata. Uno schema di domande si deve preparare, ma è bene fare attenzione alle risposte ottenute, perché in qualsiasi momento potrebbe essere necessario ribaltare tutto. Cercò di fare una finezza colpendo il pallone di tacco, ma fece un liscio, e il pallone rotolò lontano verso il Riccetto e gli altri che se ne stavano sbragati sull’erba zozza.
3.3 Quali domande fare? Superata la fase iniziale, le domande si fanno più precise. Essendo colleghi non c’è mai uno che sta sul piedistallo, io le mie domande le faccio sempre a tutti, di destra e di sinistra, senza rischiare il complesso di inferiorità”. Ma c’è anche chi, più coraggiosamente, mi chiede: ‘Perché non mi intervisti? Però anche quelli bisogna capirli. C’è però un sistema per riprodurre quegli eventi in un altro modo a pro della gente che non li conosce: leggendo la sua biografia, i ritagli con il suo background ci si appunta quelle parti che necessitano di spiegazioni, i risvolti poco noti. Durante il dialogo c’è sempre un minimo di tensione: l’intervistato ha paura che lo si spremi troppo, l’intervistatore di non spremere abbastanza. È come se si stabilisse un contratto: il cronista promette di essere professionale nelle domande, corretto nella trascrizione delle risposte, e di lasciare perdere le dichiarazioni off-record; in cambio l’intervistato non deve strumentalizzare il giornalista (ma limitarsi a rispondere alle domande). “L’oggetto dell’intervista può essere o uno specifico argomento, di cui l’intervistato è esperto o su cui è un testimone privilegiato, o la personalità dell’intervistato, le sue vicende, le sue attività, una sua esperienza.
Durante il colloquio, il giornalista deve avere ben presente che il suo ruolo è quello di informare i lettori del punto di vista dell’intervistato, lasciando ai lettori il giudizio finale sulle dichiarazioni raccolte. ”. L’esperienza insegna quando diffidare delle dichiarazioni ottenute. Parlo ovviamente delle interviste a tutto campo: una sorta di autoritratto in cui il personaggio si tratteggia e si disegna con l’aiuto dell’intervistatore che gli presta gli strumenti. A volte, infatti, assistiamo in televisione all’insofferenza di certi personaggi ormai noti che sbuffano quando il telecronista gli pone domande le cui risposte sono scontate e risapute da tutti. La parità deve apparire poi nel testo dell’intervista, senza cadere a quel bieco malcostume di alcuni che sono proni al momento dell’incontro e appaiono arroganti, polemici e tracotanti quando stendono l’intervista. Un sospetto, questo, che subito fa perdere credibilità a tutto quello che contiene l’intervista. Ho colto il senso vero del dramma nello scoramento dei tecnici, dei meccanici, di tutta quella gente della famiglia Ferrari, da Montezemolo all’ultimo arrivato, che ha lavorato giorno e notte, ha gioito, ha sperato e ha visto crollare tutto in un solo attimo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Cozzolino n. GIUSEPPE D’AMBROSIO. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori. PRESIDENTE. Certo, implicano che ci siano dei tempi. Certo, ne avrei di cose da dire anche io’. Anche se aveva più di 40 anni, si arruolò di nuovo nella Marina dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor e organizzò attività di svago e relax per gli uomini di stanza nel Pacifico meridionale. CONSIDERATO che gli ultimi dati di calcolo relativi al reddito, forniti dall’ISTAT come precisato dall’Istituto medesimo, all’uopo adito, con nota 15 marzo 2005, n. Se abbiamo di fronte il ministro delle Finanze, non ci conviene parlare subito delle contestazioni sindacali, bensì dei buoni dati economici. Un punto fondamentale, che influisce nella formulazione delle domande, è la capacità di ascoltare. E quindi alle sue domande, repliche, argomentazioni, confutazioni. I primi attimi del colloquio non sono mai riservati alle domande più impertinenti. In genere si fa di tutto per inseguire (spesso a vuoto) determinati personaggi; invece ce ne sono altri che si offrono spontaneamente. Il giornalista esperto sa sin dall’inizio quali affermazioni può strappare; ma si avvicina alla risposta voluta per piccoli passi. Fermo restando che a domanda sciocca si otterrà sempre una risposta sciocca; viceversa una domanda intelligente otterrà una risposta interessante.